3 commenti

  1. Avatar Laura

    Tutti gli articoli sono perfetti, professionali, e si vede che chi scrive e preparato e molto razionale. Solo in questo articolo non tutto ciò che c’è scritto mi piace. Accade che un cliente si sfoghi perché versa in 1 stato di dolore e incertezza e in questi casi sentirsi respinto o ricevere come risposta che loperatore non e pagato come consigliere lo farà vergognare, x aver raccontato a un estraneo cose personali e questa sensazione potrebbe evolvere in timidezza. Futura. È vero che 1 massaggiatore non e uno psichiatra ma non dobbiamo supervalutare gli stessi, la psichiatria spesso fallisce e fuorvia quando il sapere comune e lintuito risolvono. Il massaggiatore è 1 essere umano dopo che professionista, il cliente non è suo amico collega o parente, ma rifiutare lo sfogo di un estraneo è sintomo di aridità. Spesso i consigli migliori sono quelli degli estranei proprio perché non emotivamente e sentimentalmente non coinvolti. Proprio perché vedono le cose da fuori. Lobiettivita del massaggiqtore può fare molto in caso di problemi xsonali più di parenti che magari ne sono la causa di amici che sono troppo coinvolti e di psicologi che spaziano nelle conosfenze scientifiche fuori dalla pragmaticita e dalla semplicità. Se il massaggiatore deve vedere il corpo con rispetto e comprensione lo faccia anche dellanima e non importa se si perdono 10 min di massaggio, il cliente li paghera cmq di certo

    • Fabio

      Ciao Laura. Grazie dei complimenti. Sono io personalmente a scrivere gli articoli che, come già detto, non é tutta farina del mio sacco, ma anche frutto di numerose ricerche, elaborazioni, comparazioni, sovrapposizioni e altro ed infine pubblicati (un lavoro vero e proprio) e per tanto il tuo commento compensa gli sforzi.
      Sono d’accordo con te che il massaggiatore non deve rifiutare lo sfogo di un cliente, difatti nel post consiglio di ascoltare in silenzio e, personalmente, non mi importa di perdere 10 minuti o più che non prenderei pagato (ciò è possibile se sono nel mio studio, non a lavoro dove sono costretto, per causa di forza maggiore, a restare nei tempi del listino). Ma chi sono io per dare un consiglio? E, soprattutto, il mio consiglio è quello giusto? Chi offre consigli parte dall’assunto: “Io farei così”, ma ognuno di noi è unico e irripetibile, diverso per etnia, esperienza, potenzialità, sicurezza, emozioni, ecc.. Il consiglio è accompagnato dal “secondo me”. E’ una proiezione di quello che faresti tu, di quello che pensi tu, di quello che provi tu. Ma tu non sei l’altra persona. Elargire un consiglio, elimina nell’altra persona la soddisfazione e ne riduce la responsabilità. Certo in giro ci saranno psichiatri non bravi, ma ciò non è di nostro interesse, noi siamo massaggiatori non altro.

      • Avatar Laura

        Hai ragione…andai per anni da una massaggiatrice che sin dalla prima seduta mi ha raccontato che le hanno tolto la tiroide, che aveva un gtanuloma, che prendeva la pillola, mi ha mostrato tutti i suoi tatuaggi mi ha chiesto consigli circa un lipoma alla sua gamba. Mi ha cdomandato se le davo le chiavi della mia seconda casa perché così avrebbe potuto passare la notte col l’uomo che aveva conosciuto (viveva coi genitori e non poteva farlo li.) In cambio mi avrebbe fatto qualche massaggio gratis dando i soldi lei alla titolare. Bisognerebbe essere piu professionali di cosi…

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.