Depressione e massaggio

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Quali sono i benefici del massaggio contro la depressione? Come deve comportarsi il massaggiatore e quali sono gli indizi per capire se il cliente è depresso? Read the post about it . . .

depressione e assaggio

Dalle più recenti ricerche epidemiologiche e statistiche su alcuni aspetti del disturbo depressivo emerge che in Italia almeno 1,5 milioni di persone soffrono di depressione mentre il 10% della popolazione italiana, cioè circa 6 milioni di persone, hanno sofferto almeno una volta, nel corso della loro vita, di un episodio depressivo.

Secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione sarà la seconda causa di malattia, dopo le malattie cardiovascolari, in tutto il mondo, Italia  compresa.

Stando alle statistiche, sopra riportate, è probabile che un cliente con sintomi depressivi possa rivolgersi a te per attenuare i suoi disagi che non saranno solo mentali, ma anche fisici.

Capire cos’è la depressione, i benefici in relazione a depressione e massaggio e come individuare un cliente depresso, sono informazioni che ti aiuteranno ad esercitare al meglio la tua professione.

Cos’è la depressione

Quando si parla di depressione nel linguaggio quotidiano, e anche in contesti clinici, si fa riferimento a un disturbo depressivo.

Il termine disturbo depressivo definisce un raggruppamento di disturbi psicopatologici e psichiatrici che implicano anzitutto alterazioni significative del tono dell’umore della persona accompagnate da altri sintomi di natura sia somatica che psicologica.

Il quadro complessivo di tali sintomi e delle alterazioni del tono dell’umore comporta una compromissione del funzionamento sociale e lavorativo della persona.

I sintomi della depressione variano ampiamente e includono:

  • sentimenti di tristezza;
  • irritabilità;
  • tensione;
  • diminuzione dell’interesse o del piacere nelle attività o negli hobby;
  • perdita di energia;
  • cambiamento dell’appetito;
  • cambiamenti nel ritmo del sonno e difficoltà a dormire;
  • difficoltà di concentrazione;
  • sentimenti di inutilità;
  • delusione;
  • disperazione;
  • pensieri ricorrenti di morte e di suicidio.

La depressione si configura come una patologia dalle numerose sfaccettature e classificazioni, a seconda del tipo, della durata e della gravità dei sintomi (in breve):

  • Depressione Maggiore, si intende la forma classica di depressione. Tra tutti i disturbi dell’umore, è il più diffuso nel mondo, benché con distribuzione diversa a seconda della situazione economica e socioculturale. Si può manifestare anche una sola volta nell’arco della vita, ma raramente la depressione di questo tipo si circoscrive ad un singolo episodio: il più delle volte invece il disturbo è ricorrente e richiede la massima attenzione, per non confondere la Depressione Maggiore con la tristezza e la sofferenza per cause fisiologiche oppure reattive, come un lutto.
  • Distimia, viene definita anche disturbo depressivo persistente (DDP) ed è una forma di depressione cronica che si manifesta quasi tutti i giorni per almeno due anni nei pazienti adulti o un anno nei bambini e negli adolescenti. A differenza della depressione maggiore, i sintomi sono più attenuati, tanto che la persona riesce a far fronte alle attività giornaliere, ma è presente un’importante sofferenza psicologica.
  • Disturbo disforico premestruale è l’acutizzazione della sindrome premestruale.
  • Depressione post-partum.
  • Depressione nell’anziano.
  • Depressione stagionale.
  • Depressione in bambini e adolescenti.
  • Depressione e ideazione suicidaria.

La depressione, come situazioni emotivi forti, si riflettono ovviamente anche sul fisico producendo malattie psicosomatiche, le più comuni sono:

  • Cefalea. Diffusissima e di vari tipi, tra cui emicrania, cefalea a grappolo o cefalea muscolo-tensiva (dovuta a tensioni o contratture muscolari). Può evolvere in un disturbo cronico, con ansia anticipatoria tra una crisi e l’altra e abuso di farmaci (generalmente analgesici).
  • Disturbi cardiovascolari. Problematiche a carico del cuore o dei vasi sanguigni, come alterazioni del battito cardiaco, tachicardia, palpitazioni, extrasistole, dolori anginosi, sbalzi di pressione, svenimenti, ischemie, ecc.
  • Disturbi gastrointestinali. Mal di stomaco, digestione difficile (dispepsia), acidità, nausea o vomito, dolori addominali e retrosternali, intestino irritabile, colite, gastrite, ulcera, ecc.
  • Disturbi dermatologici. Dermatiti, eczema, irritazioni, prurito, psoriasi, alopecia, problemi della pelle o dei tessuti associati (capelli, peli, unghie).
  • Dolori muscoloscheletrici. Cervicale, dolori muscolari, mal di ossa, mal di schiena, ecc.
  • Problemi respiratori. Asma bronchiale, respirazione faticosa (dispnea), “fame d’aria”, ecc.
  • Disordini alimentari. Inappetenza, restrizioni eccessive, fame insaziabile, abbuffate compulsive, obesità, ecc.

Depressione e massaggio: i benefici del massaggio

Depressione e massaggio

Christopher Moyern, assistente professore di psicologia presso l’Università del Wisconsin-Stout, ipotizza (e non solo lui) che il massaggio possa funzionare in modo simile alla psicoterapia anche se, ovviamente, non può sostituirla.

La dimensione dell’ambiente e l’effetto del massaggiatore sull’ansia o sulla depressione è praticamente la stessa che si trova abitualmente negli studi di psicoterapia. In genere, continua Christopher Moyern, entrambi si svolgono in un ambiente privato e si basano su una sessione di 50 minuti, una volta a settimana per un periodo.

L’altra straordinaria somiglianza è che entrambi dipendono da una relazione interpersonale fondata sulla fiducia.

Numerosi psicoterapeutici ritengono che l’esistenza della relazione di fiducia, a volte indicata come legame terapeutico, sia la componente più importante dell’efficacia della psicoterapia. L’equivalente rapporto col massaggiatore, afferma sempre Christopher Moyern, può avere lo stesso valore.

L’esperienza fisica del massaggio può cambiare la sensazione fisica di pesantezza in qualcosa di più leggero e può ripristinare la sensazione di vivere di nuovo nel proprio corpo invece di perdersi nella propria testa. È possibile, ancora continua Christopher Moyern, che ricevere un massaggio dia a una persona una sorta di intuizione, in quanto rieduca la persona su come il suo corpo e la sua mente dovrebbero sentirsi quando sono rilassati, sani, meno ansiosi e meno depressi. Ogni volta che si interrompe lo schema di depressione e si sperimenta la calma, è più facile ricordare com’è vivere in uno stato più normale, dà la speranza che sia possibile.

Al di là del legame terapeutico, che si stabilisce nel rapporto depressione e massaggio, ci sono i reali benefici fisici che il massaggio elargisce:

Comportamento del massaggiatore

Quando si lavora con clienti che soffrono di depressione, sarebbe opportuno fornire un massaggio a pressione moderata ed evitare scuotimenti, tamburellamenti, schiaffeggiamenti, eccessivi scuotimenti e manovre et simili; il cliente potrebbe sentirsi “picchiato emotivamente”.

Il massaggio deve permettere di raggiungere uno stato di rilassamento e beatitudine. Dovrebbe essere un’esperienza piacevole, un cliente depresso ha già abbastanza sfide da affrontare!

Sebbene la ricerca, in merito a depressione e massaggio, suggerisce che più di una sessione di massaggio sono fruttuosi per un cliente che soffre di depressione, non indica un numero preciso. Si ricorda, comunque, che i benefici del massaggio sono cumulativi. Un massaggio settimanale può essere un buon punto di partenza, tale programma può essere modificato come ritenuto necessario.

Se mentre lavoriamo un cliente piange o conversa in merito alla sua depressione, ci spostiamo su una sottile linea che coinvolge il mantenere il proprio spazio e l’essere eccessivamente coinvolti nella vita del cliente. Ebbene ricordarsi che non siamo psicologi e che non possiamo offrire suggerimenti, soluzioni o consigli. Il nostro ruolo si limita ad essere ascoltatori.

Il massaggio può essere un ottimo strumento per allentare le tensioni fisiche e psicologiche, ma non cura il disturbo e non può essere sostituito ad una terapia adeguata. Se non trattata, la depressione può diventare grave, portando persino al suicidio.

Al riguardo, se ritieni che un cliente possa assumere un comportamento autodistruttivo o prendere in considerazione il suicidio, è importante affrontare il problema. Parla con il cliente e invitalo a cercare aiuto. Offriti di aiutare la persona a fissare un appuntamento con un professionista qualificato. Se il tuo cliente dice che chiamerà più tardi, seguilo per assicurarti che accada. Se il cliente parla di avere un piano o intenzione di suicidarsi, chiama il 112 e ottieni aiuto immediato.

Come individuare se il cliente è depresso?

Depressione e massaggio

I sintomi della depressione variano ampiamente e includono sentimenti di tristezza, irritabilità e tensione, diminuzione dell’interesse o del piacere nelle attività o negli hobby, perdita di energia, cambiamento dell’appetito, cambiamenti nel ritmo del sonno e difficoltà a dormire, insieme a difficoltà di concentrazione e sentimenti di inutilità, delusione e disperazione.

Non sempre un cliente ti dirà che soffre di depressione, spesso perché loro stessi non ne sono consapevoli.

E’ bene sottolineare che il massaggio non è una “bacchetta magica” che guarisce dalla depressione, ma può essere una pausa temporanea dal senso di pesantezza fisica ed emotiva che si prova. Il massaggio, in caso di depressione vera, deve essere un trattamento aggiuntivo alla psicoterapia e farmaci che, molto probabilmente, il cliente già utilizza.

Comunque sia, restare nel proprio ambito di pratica non vuol dire che non puoi cercare segnali di una eventuale depressione nel cliente. Tali informazioni possono essere utili per esercitare al meglio il proprio lavoro.

Di seguito, alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti ad individuare tale disagio:

  1. Modulo di assunzione al massaggio: sarebbe utile aggiungere le parole “Depressione e/o Stress” al modulo di assunzione al massaggio. La presenza di una condizione può incoraggiare il cliente a condividere informazioni che non offrirebbe volontariamente se dovesse, invece, riempire gli spazi vuoti.
  2. Nota i farmaci che i clienti possono elencare sui loro moduli di assunzione. Se stanno elencando farmaci psicotropi, molto probabilmente hanno a che fare con la depressione.
  3. Come ti sembra l’umore del cliente? Triste, irrequieto, confuso o altro? Ha difficoltà nel gestire gli appuntamenti o un pagamento? Gli abiti che indossava sono stati riposti in maniera ordinata? In tal caso, il cliente potrebbe essere stressato o alle prese con la depressione.
  4. Ha chiesto un massaggio rilassante? Forse è stressato o altro.
  5. Piangere durante il massaggio potrebbe essere un segnale di depressione o, comunque, di un periodo stressante. I cambiamenti nel sistema nervoso parasimpatico, durante il massaggio, spesso si traducono in rilasci emotivi che si esprimono con il pianto.
  6. Se un cliente ci comunica di un importante evento della vita come un divorzio o un lutto, è saggio stare attenti ad altri segni di depressione.
  7. Tenere presente altre realtà che potrebbero essere legate alla depressione, come l’obesità, le malattie cardiache, la fibromialgia, dolore cronico, situazioni di vita come la disoccupazione, un recente divorzio o la morte di una persona cara. Anche il disturbo affettivo stagionale (SAD) può portare alla depressione. Inoltre, le donne tendono a soffrire di depressione più degli uomini, soprattutto dopo il parto, con 1 donna su 10 che soffre di depressione post-partum.

Depressione e massaggio: la mia esperienza personale

In relazione a “depressione e massaggio”, tempo fa, tramite una cliente, conobbi una bellissima donna che cominciò una serie di massaggi. Ero stato avvertito che era un po’ depressa.

Solitamente le sedute erano normali e regolari. Veniva all’orario prestabilito, faceva il massaggio, mi pagava e andava via.

Dopo un po’ di sedute mi disse che il compagno l’aveva lasciata per andare a fare il musicista di strada in Spagna. Più volte, per la depressione, era stata ricoverata dai 2 ai 3 mesi. Faceva psicoterapia ed assumeva farmaci. Spesso piangeva e il figlio, di circa 11 anni, si accovacciava alle sue gambe e piangeva insieme a lei.

Una volta venne con un bel po’ di ritardo e quando entrai in cabina notai un eccesivo disordine: una scarpa lanciata a destra e l’altra sotto il lettino, gli indumenti gettati li dove capitavano, la borsa a terra.

Durante il massaggio tremava come una foglia, guardava il cellulare in continuazione e più volte dovetti interrompere il massaggio perché doveva andare in bagno o voleva fumare una sigaretta.

In queste occasioni, ripetute più volte, non mi pagava perché non era riuscita a prelevare (ciò non era un problema, saldava sempre le sedute nelle occasioni successive) e delle volte, quando squillava il cellulare, mi chiedeva di abbassare la musica e fare silenzio. Ovviamente, uscivo dalla cabina ed aspettavo che finisse di parlare per riprendere il massaggio e, per causa di forza maggiore, sentivo che lei mentiva, alla sorella preoccupata, di dove si trovasse.

Sempre in queste occasioni, il massaggio di 50 minuti, per le continue interruzioni, si perpetuava per ore. Ad esso, spesso, voleva aggiungere un trattamento viso e/o una depilazione.

Ricordo che un giorno se ne andarono quasi 5 ore per un massaggio, un trattamento viso e una depilazione.

Memore di questi episodi, le davo appuntamento nei giorni in cui non avevo nulla o distanziavo gli appuntamenti di un bel po’ di ore.

In realtà più volte avevo pensato di dirgli che ero impegnato, ma quando chiamava per un appuntamento, la coscienza mi diceva che se minimamente potevo essere il suo diversivo per quel giorno, dovevo accettare.

Fortunatamente non ho rimpianti!!

Seppi dopo un periodo che non la vedevo, che si era gettata nella tromba delle scale da un sesto piano.

Questo racconto per dirti che non è facile lavorare con una persona fortemente depressa. Bisogna avere tanta pazienza, amore, organizzarsi in modo tale che non intralci gli appuntamenti successivi e spesso essere anche determinati nel mettere fine all’appuntamento.

 

La ricerca dimostra che il massaggio può alleviare i sintomi, soprattutto fisici, della depressione, di seguito due di diverse ricerche:

Tuttavia, in merito a depressione e massaggio, molto deve essere ancora scoperto e per tanto è imperativo rimanere aggiornati al riguardo.

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