Massaggio e disturbi comuni della spalla

Tempo di lettura: 7 minuti

Qualsiasi intervento relativo ai disturbi della spalla deve partire da una comprensione delle complessità anatomiche e biomeccaniche in questa regione. Nel post ulteriori consigli.

massaggio e disturbi comuni

I clienti che usufruiscono dei massaggi comunicano frequentemente problemi alla spalla. Questo accade perché essa rappresenta un’area biomeccanica di notevole complessità e soggetta a diversi disturbi.

L’articolazione gleno-omerale è caratterizzata dalla più estesa escursione di movimento rispetto a tutte le altre articolazioni del corpo, e i tessuti molli hanno un ruolo cruciale nella gestione di tale movimento. Pertanto, è possibile che diverse preoccupazioni dei tessuti molli interessino la spalla, provocando dolore e limitazione funzionale.

Per offrire trattamenti efficaci, quando si tratta di massaggio e disturbi comuni della spalla, è essenziale avere una profonda conoscenza della biomeccanica e dell’anatomia di questa area.

Massaggio e disturbi comuni della spalla: struttura della spalla

L’articolazione gleno-omerale, o articolazione scapolo-omerale, è l’articolazione sinoviale pari del corpo umano che unisce l’arto superiore al tronco. Essa si forma tra la cavità glenoidea della scapola e la testa dell’omero. Questa enartrosi è l’articolazione principale della regione anatomica corrispondente alla spalla.

Alcuni dettagli:

  • Superfici articolari: l’articolazione gleno-omerale comprende due superfici articolari: una appartenente all’omero e una alla scapola.
  • Capsula articolare: la capsula articolare è a stretto contatto con il periostio delle ossa coinvolte nell’articolazione.
  • Cartilagine articolare: la cartilagine ricopre le superfici articolari.
  • Legamenti: l’articolazione è stabilizzata da diversi legamenti, tra cui il legamento coracoacromiale, che unisce il margine laterale della coracoide con il margine libero dell’acromion, e i legamenti trasversi superiore e inferiore della scapola, che delimitano i canali per il passaggio di nervi e vasi
  • Borse sinoviali: sono presenti diverse borse sinoviali che riducono l’attrito tra i muscoli, i tendini e le ossa durante i movimenti della spalla.
  • Innervazione e vascolarizzazione: l’articolazione della spalla è finemente innervata e vascolarizzata.
  • Labbro glenoideo: la cavità glenoidea della scapola è leggermente concava e più piccola rispetto alla testa dell’omero. Questa discrepanza è compensata dalla presenza del labbro glenoideo, che aumenta la congruenza tra le superfici articolari.
  • Muscoli: i muscoli che circondano l’articolazione, noti come cuffia dei rotatori, comprendono il sopraspinato, l’infraspinato, il piccolo rotondo e il sottoscapolare. Questi muscoli sono cruciali per la stabilità e la mobilità dell’articolazione.
  • Movimenti: l’articolazione gleno-omerale permette una vasta gamma di movimenti, inclusi la flessione, l’estensione, l’abduzione, l’adduzione, la rotazione interna e la rotazione esterna.

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La regione subacromiale, situata nella spalla, gioca un ruolo cruciale in diverse condizioni dei tessuti molli. Quest’area si colloca al di sotto dell’arco coracoacromiale, che è composto dal processo coracoideo e dall’acromion della scapola. Il legamento coracoacromiale si dispiega tra queste due estensioni ossee, dando vita all’arco coracoacromiale.

Sotto l’arco coracoacromiale si trovano diversi tessuti molli, tra cui il tendine del sovraspinato, la borsa subacromiale, la capsula articolare, il legamento coracoomerale e il tendine del bicipite brachiale. Movimenti come la flessione o l’abduzione della spalla possono portare alla compressione di questi tessuti sotto l’arco, e la ripetizione di tali movimenti può provocare danni, irritazione e infiammazione. Questo tipo di compressione è noto come sindrome da conflitto subacromiale.

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Nota: spesso si sente il termine “conflitto in relazione a patologie da compressione nervosa”, ma non ci sono nervi compressi nella sindrome da conflitto della spalla.

Il tendine del sovraspinato è il tessuto che si lesiona più spesso nell’area sotto l’arco coracoacromiale. Le lesioni alla cuffia dei rotatori implicano generalmente questo tendine, anche se il tendine sottoscapolare può subire una certa compressione sotto l’arco. Le rotture della cuffia dei rotatori sono frequenti, interessando quasi il 40% degli individui oltre i 60 anni.

Massaggio e disturbi comuni della spalla: funzionamento della spalla

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È essenziale comprendere come la meccanica della spalla influenzi diversi problemi di salute. Per esempio, l’abduzione della spalla implica un movimento sincronizzato tra scapola e omero. Per un’abduzione completa, è necessaria una rotazione superiore della scapola che si accompagna all’abduzione gleno-omerale seguendo una proporzione precisa.

Nel processo di abduzione della spalla, si osserva che per ogni due gradi di movimento dell’articolazione gleno-omerale, corrisponde un grado di rotazione superiore dell’articolazione scapolotoracica. Tale movimento sincronizzato è conosciuto come ritmo scapolotoracico. Condizioni patologiche quali la capsulite adesiva, nota anche come “spalla congelata”, possono provocare una notevole deviazione da questo ritmo scapolo-omerale.

La capsulite adesiva limita il movimento completo dell’articolazione gleno-omerale e durante l’abduzione dell’arto superiore può risultare in un’eccessiva rotazione superiore della scapola. Questo può impedire ai clienti di abdurre completamente l’articolazione gleno-omerale, portandoli a inclinare lateralmente il tronco verso il lato opposto nel tentativo di abdurre l’arto. Per esempio, un cliente con capsulite adesiva al braccio destro tende a inclinarsi verso sinistra per cercare di alzare più in alto il braccio destro.

Un altro elemento intrigante di questa condizione è la rotazione coordinata verso l’alto della scapola accoppiata al movimento gleno-omerale. Talvolta, è proprio la rotazione della scapola a essere compromessa, non l’abduzione gleno-omerale. Questo fenomeno può manifestarsi a causa di una debolezza del muscolo serrato anteriore. Tale debolezza si rende manifesta anche quando il paziente è disteso a pancia in giù sul lettino, poiché la scapola tende a sporgere verso l’esterno, creando un effetto simile a un’ala.

La ragione principale della debolezza del muscolo dentato anteriore è spesso attribuita alla compressione del nervo toracico lungo, situato in prossimità del plesso brachiale nella regione cervicale. Tale nervo può subire compressione a causa dell’uso prolungato di cinghie pesanti come quelle di zaini, borse o altre tipologie di attrezzature a spalla. Il nervo toracico lungo è essenzialmente un nervo motore e la maggioranza delle sue fibre nervose sono dedicate all’innervazione del muscolo dentato anteriore.

La compressione del nervo toracico lungo può portare a una debolezza del muscolo dentato anteriore. Questa debolezza impedisce al cliente di ruotare completamente la scapola verso l’alto durante l’abduzione del braccio. Se la scapola non effettua una rotazione completa, il grande tubercolo dell’omero può comprimere i tessuti molli contro la parte bassa dell’acromion, causando un impingement della spalla. Questo esempio sottolinea l’importanza di valutare diversi fattori che possono influenzare il conflitto scapolare; talvolta, la causa può essere meno ovvia di quanto non appaia inizialmente.

Massaggio e disturbi comuni della spalla: metodi di massaggio

Come illustrato negli esempi precedenti, condizioni quali la capsulite adesiva, il conflitto scapolare e le lesioni della cuffia dei rotatori presentano manifestazioni evidenti di disfunzioni dei tessuti molli. Queste possono essere trattate efficacemente mediante diverse tecniche di massaggio.

Tuttavia, esistono elementi strutturali della spalla che possono non beneficiare altrettanto dal massaggio. Un esempio pertinente è rappresentato dall’acromion uncinato. La morfologia del processo acromiale varia e può subire trasformazioni nel corso dell’età di un individuo:

  • Tipo 1 o acromion piatto, la più diffusa. Caratterizzato da una superficie inferiore sostanzialmente piana.
  • Tipo 2 o acromion curvo. Presenta una curvatura che forma una concavità nella parte inferiore.
  • Tipo 3 o acromion uncinato. Merita particolare attenzione in quanto riveste un ruolo cruciale in numerosi casi di conflitto subacromiale.

Il legamento coracoacromiale, precedentemente menzionato, collega i processi coracoideo e acromiale della scapola.

Le forze di trazione che agiscono su questo legamento esercitano una tensione sull’area di inserzione nel processo acromiale. Frequentemente, il corpo reagisce allo stress osseo formando calcificazioni nelle zone sollecitate, interpretando tali sollecitazioni come danni all’osso. Queste calcificazioni si formano nell’area di inserzione come risposta alla persistente tensione esercitata dai tessuti molli.

Con il passare del tempo, queste calcificazioni possono evolvere in un acromion uncinato. Tale formazione riduce lo spazio tra il processo acromiale e l’omero, aumentando il rischio che i tessuti molli, nello spazio subacromiale, siano compressi. Di solito, si opta per l’intervento chirurgico per trattare un acromion uncinato; il chirurgo può asportare la parte inferiore dell’osso uncinato, ampliando lo spazio disponibile e riducendo la vulnerabilità dei tessuti molli alla compressione.

Massaggio e disturbi comuni della spalla: riflessioni sui disturbi della spalla

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Il contesto “massaggio e disturbi comuni della spalla” presenta la sfida di raggiungere muscolo sovraspinato, situato in gran parte al di sotto del processo acromiale, ma è possibile intervenire sui segmenti più distali del tendine sovraspinato, prossimi al punto di inserzione, tuttavia, questa porzione del tendine si estende ancora in profondità al di sotto del muscolo deltoide, che necessita di essere manipolato durante il massaggio.

Nonostante l’accessibilità limitata di una considerevole porzione del tendine sovraspinato, il massaggio complessivo dei muscoli, che compongono il cingolo scapolare, può risultare benefico nella gestione dei disturbi della spalla.

Determinare la posizione principale del dolore alla spalla è fondamentale per orientare il massaggio. Per esempio, il dolore che si manifesta nella zona più laterale della spalla suggerisce tipicamente una lesione del tendine del sovraspinato o dell’involucro subacromiale. Invece, il dolore che si percepisce nella parte anteriore della spalla è generalmente associato a problemi del tendine sottoscapolare o del bicipite.

In altri casi, come quello della debolezza del muscolo dentato anteriore menzionato, il massaggio risulta essere benefico. Anche se la problematica principale è rappresentata dalla debolezza muscolare, i nostri approcci non sono volti al suo rafforzamento. La debolezza del dentato anteriore non deriva da un suo scarso impiego, ma è causata dalla compressione di un nervo motore.

Di conseguenza, il nostro intervento dovrebbe mirare a mitigare la pressione esercitata sul nervo per favorire un recupero dell’efficienza nella trasmissione nervosa lungo il percorso di tale nervo motore. Frequentemente, la compressione del nervo toracico lungo è attribuibile ai tessuti molli circostanti, quindi un massaggio mirato alla zona cervicale e alla parte superiore della spalla può risultare decisivo nel minimizzare le disfunzioni biomeccaniche legate alla debolezza del dentato anteriore.

Dimostrare una profonda comprensione di elementi cruciali quali la biomeccanica della spalla, le relative patologie e le tecniche di massaggio più efficaci può incrementare significativamente la fiducia del cliente e la sua aspettativa di recupero. Pertanto, un’ampia conoscenza in ambiti come l’anatomia, la biomeccanica, la psicologia, la neurofisiologia, tra gli altri, si combinano per ottenere i migliori esiti per il cliente.

Per di più, il massaggio implica un contatto rassicurante che attenua gli stimoli dannosi al sistema sensoriale. Questi impatti neurofisiologici hanno un ruolo fondamentale nel promuovere il miglioramento della condizione e meritano piena considerazione.

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