Misurazione della pressione

Tempo di lettura: 4 minuti

Come misurare la pressione che stai applicando nel tuo massaggio? A cosa potrebbe servirti? Scoprilo leggendo il post . . .

misurazione della pressione

Spesso, quando abbiamo bisogno di utilizzare una maggiore pressione utilizziamo:

  • Pugni.
  • Avambraccio.
  • Gomito.

Ho visto anche operatici, di statura piccola, salire su lettino ed utilizzare il ginocchio per esercitare una pressione maggiore.

Devo ammettere che non amo effettuare un massaggio eccessivamente forte e non credo neanche sia utile.

Tuttavia, in anni di lavoro, si sono presentati clienti che mi hanno chiesto un massaggio fortissimo, al massimo della pressione e in questi casi mi sono chiesto: “Ma quanti kili di pressione sto esercitando in questo momento?”.

Magari anche tu, qualche volta ti sei posto questa domanda.

Comunque sia, per sapere quanti kili di pressione impieghiamo è semplice. Poni una bilancia sul lettino da massaggio e, utilizzando il pugno, l’avambraccio o il gomito, applica su di essa la stessa pressione che applicheresti sul cliente. I kili che vedrai sulla bilancia corrispondono alla pressione che stai attuando.

Puoi allenarti applicando la pressione prima ad occhi aperti per vedere ovviamente la bilancia e successivamente ad occhi chiusi per capire se corrisponde a quella che pensavi fosse.

Con la pratica dovresti essere in grado di associare ad una determinata pressione una certa quantità di kili e creare una scala di pressioni da leggera a forte. Ciò ti permetterà di avere un prezioso strumento di valutazione.

Misurazione della pressione: ma a cosa può servirti sapere quanti kili di pressione stai esercitando?

misurazione della pressione

Al di là della mera curiosità, la misurazione della pressione potrebbe essere utile per:

1. Fornire al cliente una scala di pressioni.

Sarebbe utile, quando si effettua un massaggio profondo, offrire al cliente una scala verbale di pressione che potrebbe andare da 1 (leggera) a 10 (fortissima).

Il cliente può scegliere il proprio numero sulla scala di intensità della pressione.

Il consiglio è di non arrivare mai ad una pressione fortissima in quanto si potrebbero danneggiare i tessuti sottostanti, compresi i capillari.

La ricerca dimostra che per lavorare efficacemente con la neurologia del dolore, la terapia tattile non deve fare male o creare disagio, in quanto una minaccia innesca automaticamente nel cervello le reazioni istintive di: lotta, fuga o congelamento.

Anche se c’è un infiammazione cronica non si consiglia una pressione forte. In questo post puoi leggere il processo di infiammazione e come agire di conseguenza.

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2. Tenere traccia dei progressi.

Quando hai definito la tua scala verbale di pressione, puoi tenere traccia dei progressi del cliente ad ogni sessione di massaggio.

La tolleranza alla pressione della maggior parte dei clienti, aumenterà con i massaggi successivi.

Naturalmente la stessa pressione non può essere utilizzata per tutte le parti del corpo. Ad esempio, la maggior parte dei clienti può sopportare una maggiore pressione alla schiena rispetto ai bicipiti o polpacci.

E’ indispensabile realizzare misurazioni multiple della pressione in base alle diverse aree del corpo.

Utilizzare lo stesso metodo di applicazione della pressione per misurazioni comparative, ad esempio se nel primo massaggio, su di una scapola, hai usato l’avambraccio, lo riutilizzerai per le sessioni successive.

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3. Misurare la tolleranza al dolore del cliente.

In alcuni casi, per alleviare il dolore di un cliente bisogna aumentare la tolleranza al dolore stesso. Ciò non garantisce esiti positivi, ma spesso aiuta.

Se sei in grado di applicare diverse scale di pressione, puoi aumentare la tolleranza al dolore del cliente.

Partire sempre con una pressione medio/bassa per poi aumentarla di volta in volta.

Chiedere sempre un feedback al cliente.

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4. Dimostrare progressi tangibili al cliente.

Utilizzare una scala di pressioni e tenerne traccia tramite una scheda cliente, da inizio a fine trattamento, fornisce una valida e preziosa prova da mostrare al cliente stesso.

Ovviamente, anche se una quantità crescente di pressione non è l’unico parametro di valutazione dei progressi è comunque un buon riferimento da mostrare al cliente per affermare la validità del tuo operato.

Purtroppo, il massaggio potrebbe anche non dare esiti positivi ed è  importante essere onesti con se stessi e il cliente se ciò accade. Le ragioni potrebbero essere molteplici come una disfunzione o malattia sottostante.

misurazione della pressione

Se lavori in coppia con un collega o fai parte di un team, potete creare una scala di pressioni verbali per fornire allo stesso cliente dati coerenti.

Buona misurazione della pressione e a presto . . .

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