Scienza e riflessologia

Tempo di lettura: 7 minuti

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scienza e riflessologia

I primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati svolti sia India che in Cina e risalgono al 5000 a.C.. Da allora, la riflessologia plantare si è raffinata e la sua fama è accresciuta, soprattutto negli ultimi decenni.

Di fatti, oltre centri che esercitano esclusivamente  la riflessologia, essa è presente quasi in tutti i listini prezzi di spa, centri termali, centri estetici, centri massaggi e non solo in Italia, ma nel mondo.

Facendo una ricerca sulla riflessologia possiamo leggere: “La riflessologia è una terapia olistica non scientificamente provata, facente parte della cosiddetta medicina alternativa.

Tuttavia, essa viene utilizzata come medicina convenzionale, sotto il nome di “tecniche integrate”.

Ne è un esempio il Policlinico Gemelli di Roma per le donne affette da tumore al seno: “Servizio di terapie integrate, che comprende agopuntura, fisioterapia, riflessologia plantare e che offre un approccio olistico al problema del tumore del seno, ovvero una sintesi tra un trattamento specialistico basato sulle più recenti acquisizioni della medicina tradizionale ed una cura della persona nella sua unità psico-fisica che garantisca il pieno raggiungimento e mantenimento del benessere; le tecniche di medicina integrativa vengono utilizzate, in particolare, per il controllo dei sintomi correlati ai trattamenti chirurgici e farmacologici.
A questi servizi si accede su indicazione dello specialista del centro previa visita ambulatoriale”.

Ma davvero non ci sono ricerche che convalidano i benefici della riflessologia? Fortunatamente no.

Scienza e riflessologia: processo di ricerca

Prima di dare un’occhiata alle varie ricerche sulla riflessologia è opportuno esaminare quali sono i principi di base di un metodo di ricerca per confermare o confutare l’efficacia, in questo caso, della riflessologia.

Gli assunti da esaminare potrebbero essere:

  • Mappatura dei punti riflessi.
  • Grafici riflessologici.
  • Punti dolenti/depositi e trattamenti utilizzati indipendentemente o in combinazione con altre terapie.

La ricerca scientifica è un’attività gestita da scienziati, ricercatori o altri studiosi avente lo scopo di scoprire, interpretare e revisionare fatti, eventi, per poi trascriverli. Usando metodi intersoggettivi e condivisi, cioè basati sul metodo scientifico.

Quando esaminiamo una ricerca per convalidare la validità della stessa, bisogna chiedersi:

  • Chi ha finanziato la ricerca?
  • Qual’è l’intento o l’obiettivo?
  • Qual’è la qualità dello studio?
  • Quali sono le credenziali della persona che ha impostato i metodi o i protocolli?
  • Qual’è l’ambiente e la configurazione dell’area di test?

Accertare la veridicità di una ricerca è importante per essere sicuri della stessa.

Scienza e riflessologia: ricerche

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Prima Ricerca

Il primo studio scientifico noto sulla riflessologia è stato condotto nel 1993 da:

  • Terry Oleson, docente di fama internazionale nel campo auricolare e sull’agopuntura auricolare.
  • Bill Flocco, dell’American Academy of Reflexology.

La ricerca era incentrata sui benefici della riflessologia sui sintomi premestruali.  Per questa indagine sono stati suddivise, a caso, 2 gruppi di donne:

  • Ad un gruppo e stato assegnato una serie di esercizi pelvici e di respirazione.
  • Ad un altro gruppo è stato applicata la riflessologia su orecchie, mani e piedi.

Il gruppo di donne che ha ricevuto la riflessologia ha dimostrato una diminuzione significativamente maggiore dei sintomi premestruali rispetto al gruppo che ha eseguito gli esercizi.

Lo studio di ricerca ha stabilito che la riflessologia è indicata per le donne che soffrono di sindrome premestruale.

Bill Flocco ha condotto altre ricerche sulla riflessologia dando vita ad un:

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Seconda Ricerca

Il National Institutes of Health ha assegnato una sovvenzione di $ 3,1 milioni alla Michigan State University per studiare gli effetti della riflessologia sulle donne con cancro al seno sottoposte a chemioterapia. La ricerca è durata 5 anni (2005-2010).

I protocolli di riflessologia, per questa ricerca, sono stati impostati da:

  • Barbara A. Brower (riflessologa certificata a livello nazionale).
  • Gwen Wyatt (dott.ssa che conduce ricerche sui risultati nel cancro, specificamente correlate alla sicurezza e all’efficacia delle terapie complementari).
  • Sikorskii (dottoressa e professoressa presso il Dipartimento di Psichiatria. La sua ricerca si concentra sui sintomi e altri risultati riportati dai pazienti e sulla progettazione e valutazione di interventi per migliorare questi risultati tra le persone con cancro e altre condizioni croniche).

La ricerca ha suddivise, a caso, 2 gruppi di donne:

  • Un gruppo ha ricevuto solo i dovuti medicinali relativi alla malattia.
  • L’altro gruppo ha ricevuto oltre i dovuti medicinali relativi alla malattia, sessioni di riflessologia plantare.

Il gruppo di donne che ha ricevuto la riflessologia, rispetto al gruppo che non l’ha ricevuta, ha riportato un miglioramento significativo nel:

  • Camminare.
  • Portare spese relativamente pesanti.
  • Salire le scale.
  • Meno problemi di respirazione.

La ricerca ha concluso che la riflessologia utilizzata insieme alle cure mediche standard è benefica per la paziente.

Durante lo studio, non ci sono state segnalazioni di effetti collaterali negativi o avversi all’uso della riflessologia.

Il National Institutes of Health ha attualmente finanziato un’altra sovvenzione alla Michigan State University per indagare ulteriormente sull’efficacia della riflessologia su donne con cancro al seno.

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Terza ricerca

Confronto degli effetti del massaggio di riflessologia plantare, del pediluvio e della loro combinazione sulla qualità del sonno nei pazienti con sindrome coronarica acuta.

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Quarta ricerca

L’effetto della riflessologia plantare sul dolore acuto nei neonati: uno studio controllato randomizzato.

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Quinta ricerca

Gli effetti della riflessologia sulla fatica e l’ansia nei pazienti con sclerosi multipla.

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Sesta ricerca

Effetto dell’intervento di riflessologia plantare su depressione, ansia e qualità del sonno negli adulti: una meta-analisi e meta regressione di studi controllati randomizzati.

Scienza e riflessologia: ricerca sull’attendibilità delle connessioni della riflessologia

Una ricerca pubblicata sul BMC Complementary and Alternative Medicine, ha utilizzato la risonanza magnetica per studiare come viene elaborata la stimolazione riflessologica dell’area riflessa nella corteccia somatosensoriale.

Sono stati sottoposti alla ricerca 32 volontari giapponesi suddivisi in due gruppi:

  • Ad un gruppo sono state date informazioni esatte sulla ricerca, ossia che la base del secondo dito del piede era l’area riflessa dell’occhio.
  • Ad un altro gruppo, per escludere l’effetto placebo, sono state date informazioni errate, ossia che la base del secondo dito del piede era l’area riflessa della scapola.

I dati della risonanza magnetica sono stati acquisiti durante la stimolazione riflessologica del piede, ad entrambi i gruppi.

Le risposte emodinamiche, prodotte dalla stimolazione di ciascuna area riflessa, sono state valutate utilizzando un modello lineare generale su base intra-soggetto.

I risultati hanno dimostrato che la stimolazione dell’area del riflesso oculare induceva, in entrambi i gruppi, un’attività nel giro postcentrale medio sinistro del cervello (l’area su cui proietta la sensazione tattile del viso) e nell’area del cervello di rappresentazione del piede.

La ricerca dimostra che esiste una solida relazione tra l’elaborazione neurale delle percezioni somatosensoriali per la stimolazione riflessologica e la sensazione tattile di una specifica area riflessa.

Scienza e riflessologia: nuova scoperta

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Il ricercatore e riflessologo spagnolo Jesus Manzanares , che ha sviluppato il metodo di riflessologia Manzanares, ha avviato una ricerca per:

  • Studiare biopsie di depositi prelevati dal tessuto del piede umano.
  • Analizzare le caratteristiche anatomiche e la composizione tissutale dei depositi per comprendere la relazione con le condizioni patologiche del corpo.
  • Dimostrare il ruolo del sistema nervoso nella riflessologia.

Lo studio è durato dal 1989 al 2002.

I depositi, nella pianta dei piedi, possono essere individuati in tutte le aree riflesse che corrispondono a specifici organi, ghiandole e parti del corpo.

I risultati hanno rivelato che esiste una differenza tra tessuto non depositato e tessuto depositato.

Nel tessuto non depositato si trova:

  • 8% di fibre nervose.
  • 27% di elementi vascolari.
  • 65% di tessuto connettivo.

Nel tessuto depositato si trova:

  • 42% di fibre nervose.
  • 28% di elementi vascolari.
  • 30% di tessuto connettivo.

Dalla ricerca si evince che anche il tessuto depositato è formato da una rete di tessuto connettivo ipodermico con abbondanti elementi neurovascolari; la presenza di abbondanti fibre nervose nei tessuti con depositi esistenti, sostiene il rapporto tra riflessologia e sistema neurologico del corpo; il meccanismo d’azione della riflessologia ha una base neurobiochimica.

Manzanares ha anche scoperto che i depositi si trovano nell’ipoderma, dove i recettori Pacini e Golgi esistenti sono estremamente sensibili alla pressione.

Le caratteristiche fisiche dei depositi dipendono:

  • Dallo squilibrio dell’organo.
  • Dalla zona del piede in cui si riflette quell’organo.
  • Dalla fase patologica.

I depositi sono palpabili per dimensione, consistenza e sensibilità.

In questa ricerca è stato possibile individuare le aree del piede che riflettono lo squilibrio anatomico o funzionale  dell’organo e/o della parte del corpo, grazie ai depositi dei cristalli calcificati e alle tossine.

Le ricerche su scienza e riflessologia continuano. Tieniti informato per sostenere la tua professione di massaggiatore e/o riflessologo.

A presto . . .

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