Sconti su massaggi e/o trattamenti estetici

Tempo di lettura: 16 minuti

Offrire uno sconto equivale a regalare soldi. Tuttavia può essere un’azione valida se dietro vi è una riflessione profonda di sé stessi, del proprio operato e una applicazione strategica.

sconti

Alla maggioranza di noi massaggiatori e/o estetiste, prima o poi, viene in mente di erogare delle offerte per acquisire nuovi clienti o premiare quelli fedeli.

Anche se essi non sono sempre l’idea migliore, non sono completamente da scartare. Di certo vanno studiati, valutati e rifarsi a delle strategie per assicurarsi che abbiano un rientro economico.

Gli sconti possono essere sbagliati per diversa natura, esempio:

  • Non sai come commercializzare la tua pratica.
  • Troppi sconti.
  • Sconti eccessivi.
  • Obiettivi poco chiari e non misurabili.
  • Non tenere traccia del loro funzionamento.
  • Offrendoli velocemente senza pensarci bene.
  • Per coprire il proprio disagio con il denaro.
  • Supponendo che tu debba farlo perché stai cominciando ora la tua professione.
  • Altro.

Fornire cospicui e frequenti sconti può influire:

  • Sul budget economico del centro o studio che sia.
  • Sul valore percepito del servizio stesso.

Il primo punto è ovvio. Se sconti troppo o troppo spesso, non porterai la quantità di denaro che avevi pianificato di guadagnare, di cui hai bisogno o che desideri per sostenere la tua vita.

Per il secondo punto, spetta al massaggiatore educare il cliente sul valore percepito del servizio. Ciò deriva dal colloquio iniziale, l’utilizzo della scheda, dal piano personalizzato, dai benefici ottenuti e, infine, dai prezzi. Il valore di un servizio, in maniera forse neanche tanto inconscia, deriva anche dall’arredamento, il lettino utilizzato, la pulizia, la musica, gli odori, gli oggetti che adoperi per lavorare ecc., ecc.

È questo valore percepito che fa tornare i clienti. Dopotutto, se non “ne vale la pena“, un cliente non tornerà.

A scontare troppo o troppo spesso, si rischia di essere considerati meno preziosi rispetto alla concorrenza.

I vantaggi degli sconti sono:

  • Semplice e veloce da implementare.
  • Attira nuovi clienti.
  • Presenta ai clienti nuovi servizi, trattamenti e prodotti.
  • Rafforza le giornate lente.

Gli svantaggi degli sconti (se applicati erroneamente) sono:

  • Ridurre la redditività a lungo termine.
  • Danneggia il valore percepito dei servizi e/o prodotti.
  • Crea una cultura dello sconto.
  • Intacca la fiducia dei clienti.
  • Fedeltà inferiore.

Sconti su massaggi e/o trattamenti estetici: riflessioni sullo sconto . . .  

Lo sconto nasce per raggiungere un obiettivo specifico: spingere il cliente a fare un’azione che altrimenti non farebbe!!

Ciò potrebbe significare che, se hai bisogno di fare degli sconti per portare clienti al tuo studio o centro che sia, stai richiamando persone che evidentemente non verrebbero.

Tempo fa ho scritto e condiviso su Facebook un articolo su “massaggi e transgender”, un collega (massaggiatore) scrisse: “Quante gabbie!! Io scendo a lavoro così come viene e massaggio”.

Una delle varie difficoltà nell’avere clienti è proprio questo pensiero! Scendere a lavoro così . . . a Napoli diciamo “A comm ven a jurnata (a come viene la giornata)”.

Per avere un successo economico o comunque andare dignitosamente avanti nel fare ciò che piace (parliamoci chiaro, non è che si diventa ricchi), come in qualsiasi campo, richiede:

  • Sacrificio.
  • Tempo.
  • Organizzazione.
  • Avere delle competenze. Da massaggiatori e/o estetiste acquisiamo queste competenze frequentando corsi, studiano il corpo e il suo funzionamento (ciò richiede anche una ricerca continua) e facendo pratica.
  • Saper gestire il proprio tempo.
  • Avere conoscenze di marketing.
  • Personalizzazione (ogni cliente è diverso dall’altro).
  • Allestimento dello studio o centro che sia (arredo, macchinari, pulizia, musica, ecc.). Ad esempio, se sei manualmente bravo ed hai un lettino da massaggio con sopra il materasso memory comfort, hai una possibilità in più di fidelizzare il cliente rispetto ad un altro massaggiatore, anch’esso manualmente bravo, ma con un lettino semplice.
  • Avere una comunicazione positiva.
  • Tenersi informati su come funzionano i meccanismi del massaggio e dei trattamenti estetici.
  • Avere una mentalità aperta e non giudicante. Ad esempio, quando ho scritto l’articolo sul “Massaggio intraorale a livello estetico” è stato criticato da più colleghi, soprattutto da quelli datati. Ma se come me hai cominciato la tua carriera nel 2005 è bene comprendere che ad oggi le cose sono abbastanza cambiate (le conoscenze si evolvono!!). Ogni massaggio o trattamento, se eseguito correttamente ha la sua validità. Ovviamente non è detto che devi saper effettuare centomila massaggi o trattamenti estetici, meglio pochi e fatti bene che tanti fatti male, ma se un cliente ti chiede del massaggio intraorale e tu lo etichetti come una stupidaggine, mentre altri (che lo applicano ed hanno buoni risultati) lo consigliano per il risultato che si vuole ottenere, non è che ci fai una bella figura.
  • Utilizzare ottimi prodotti.
  • Gestire le prenotazioni. Se dai appuntamento al cliente alle 16 e deve aspettare le 16:30 per il suo trattamento, vuol dire che non sai gestire le prenotazioni o sei poco professionale. Essere professionali, delle volte vuol dire anche saper perdere dei soldi. Rifacendoci all’esempio sopra, se prima del cliente delle 16 avevi un cliente alle 15 che doveva fare un massaggio di 45 minuti, ma ti ha chiesto di fare anche una ceretta alle gambe e tu accetti perché sono soldi, dicendoti: “Vabbè la cliente successiva aspetterà un po’”. E’ proprio questo che non va’! La cliente successiva si è organizzata in base all’appuntamento che gli hai dato. Magari deve andare a prendere il figlio da qualche parte o comunque ha le sue cose da fare e farà tardi perché tu non sei stato puntuale.
  • Curare il proprio aspetto. Se vengo da te per un trattamento di bellezza e mi accogli con pantofole nere e consunte, un mollettone sulla testa, senza una divisa e poco curata nell’aspetto non è che mi dai molto fiducia. Come puoi curare il mio aspetto, se il tuo è trasandato?
  • Avere una presenza online professionale.
  • Avere un sano rapporto con i soldi.
  • Ecc., ecc.

Questi ed altri elementi, sono importanti per determinare un prezzo e decidere se fare eventuali sconti.

Inoltre c’è da aggiungere il concetto che il cliente non è il tuo amico.

Negli affari, i professionisti a contatto con i clienti possono avere un rapporto amichevole con essi, ma non possono essere realmente amici.

Quando frequenterai un cliente a lungo termine, entrambi vi sentirete più a vostro agio e inizierete a sentirvi rilassati e ciò è un bene. Tuttavia, anche se i buoni sentimenti che ne derivano cambieranno le dinamiche della relazione, non dovrebbe cambiare la natura della relazione.

Il cliente è venuto per ottenere un servizio, che sia un massaggio, una ceretta o altro. È il nostro compito è dargli quel servizio, dietro un compenso economico, nella maniera più efficiente possibile.

Nel momento in cui dimentichi la natura del tuo rapporto con il cliente, sorgono problemi che possono distruggere il rapporto d’affari, ma anche quello personale che potresti aver sviluppato. Ad esempio, i tuoi clienti inizieranno a chiedere favori. Potrebbero voler giocare con i prezzi in base alla loro richiesta o aspettarsi che tu li supporti ogni volta che lo desiderano. Se tali richieste vengono meno, i loro sentimenti saranno feriti e si offenderanno. È una volta che ciò è accaduto, è quasi impossibile riportare la relazione sulla buona strada.

In fine, ma non ultimo, come eroghi i tuoi servizi?

Ad esempio:

  • Se mentre effettui un massaggio parli in continuazione, non stai offrendo un buon servizio. Come fai a percepire quello che il corpo del cliente vorrebbe dirti se sei distratto dal parlare? E come può il corpo del cliente mandarti dei massaggi se anch’esso è distratto?
  • Se effettui una pulizia del viso, ma te ne esci a fumare sia durante la vaporizzazione che il tempo di posa della maschera, o in quel frangente sistemi i vari prodotti utilizzati, non stai offrendo un buon servizio. Mentre il cliente è sotto il vaporizzatore, potresti applicare un linfo viso ed effettuare un massaggio a braccia, mani e cervicale in attesa della posa della maschera.

È IMPORTANTE CAPIRE CHE LA GENTE PAGA, SE GLI DONI IL TUO TEMPO IN MANIERA OTTIMALE E PROFESSIONALE. SE VUOI FARTI PAGARE BENE E LO MERITI, LA GENTE PAGHERÀ.

Prima di effettuare degli sconti, prenditi del tempo per giudicare te stesso, i tuoi servizi, come li eroghi, come è il tuo studio, quali sono le tue competenze, quali azioni di marketing metti in atto ed altro.

Pensi che tutto sia ok o puoi migliorare in qualcosa? Se il tuo servizio è perfetto, hai davvero bisogno di scontarlo? O puoi pensare ad un omaggio, soprattutto per i clienti fedeli! Un omaggio non è uno sconto, ma può essere anche un prezzo riservato. Un prezzo riservato è pensato per la persona specifica e per questo la fa sentire speciale.

Di certo io non sono in grado di dirti se hai o no bisogno di effettuare degli sconti.

Tuttavia c’è da considerare, anche se sei bravo ed eccellente, che i clienti non bastano mai (soprattutto se hai un tuo studio privato). Gli sconti, a tale proposito possono essere un prezioso strumento promozionale, ma bisogna ponderarli, migliorarli e monitorarli per capire se funzionano.

Strategie per applicare gli sconti

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Le strategie, sotto riportate, sono supportate dalla psicologia e da approfondite ricerche di neuromarketing. Sono considerati sconti efficaci perché possono evocare sentimenti di benessere, aumentare le conversioni e migliorare la percezione del tuo marchio.

1) Sconti a tempo indeterminato.

Chi sarebbe così folle da fare sconti a tempo indeterminato? Nessuno! Eppure lo fanno tutti i centri estetici, centri massaggi, spa, terme e noi che abbiamo uno studio.

Quali sono questi sconti? I pacchetti per massaggi o trattamenti estetici!

Gli sconti sui pacchetti stimolano il cliente, una volta che ti ha provato, a pagarti una serie di massaggi o trattamenti estetici che farà nel tempo.

Questa tipologia di sconto non è sbagliata, ma anch’essa deve essere ponderata.

Conviene dare sempre la possibilità, al cliente, di accedere (almeno) a due tipologie di pacchetti, ad esempio:

  • 5 massaggi o 5 trattamenti estetici costano tot euro.
  • 10 massaggi o 10 trattamenti estetici costano tot euro.

I due pacchetti danno la possibilità al cliente di scegliere in base alle sue risorse economiche e di non chiederti di accedere al pacchetto da 10 pagandolo in due volte. In fondo, se non ha la possibilità di pagare il pacchetto da 10, gli dai la possibilità di accedere a quello da 5.

Il pacchetto da 10 trattamenti deve essere più conveniente di quello da 5, ma in entrambi i casi bisogna porre una scadenza. Non è che un pacchetto da 5 o 10 trattamenti può andare avanti un paio di anni!

Quanto tempo vuoi che duri questo pacchetto? Mettiamo il caso che il cliente ha acquistato un pacchetto da 10 trattamenti e pensi che ne farà almeno 1 a settimana, occorrono quasi 3 mesi per terminarlo. Teniamo anche in considerazione gli imprevisti dando un margine maggiore dei 3 mesi. Facciamo 4/5 mesi, ma prima o poi esso deve terminare.

Ovviamente, la scelta di una data di termine di un pacchetto non devi saperla solo tu. Va comunicato chiaramente e sotto diverse forme al cliente.

Esempio:

  • Quando esporrai i pacchetti, sottolineerai tale scadenza.
  • Puoi farlo stampare sopra la tessera massaggi che consegnerai al cliente.
  • Scriverlo sul tuo sito o pagina Facebook.
  • Inserire delle locandine chiare e posizionate in maniera visibile nel centro o studio che sia.
  • Inviare dei messaggi per ricordare sia l’appuntamento che la scadenza.

Una comunicazione, come la politica dei ritardi o annullamento degli appuntamenti, chiara e ripetuta lascia poco spazio a fraintendimenti.

Se non vuoi scontare i pacchetti, puoi pensare agli omaggi che anch’essi vanno equilibrati. Ad esempio, se decidi di omaggiare di un peeling corpo per un pacchetto da 5 massaggi, non è che ne puoi omaggiare due per un pacchetto da 10. In questo caso o compro quello da 5 o da 10 l’omaggio è sempre lo stesso. Al pacchetto di 10 massaggi devi aggiungere qualcosa in più.

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2) Utilizza la regola del 100. Conosciuta anche come sconto a soldi (€) o a percentuale (%).

Jonah Berger, professore di marketing e autore di Contagious: Why Things Catch On, ha teorizzato e testato il procedimento di come le persone percepiscono uno sconto in percentuale rispetto ad uno in soldi. Attraverso il suo lavoro, Berger ha sviluppato “La regola del 100”.

Secondo la sua ricerca lo sconto, per i consumatori, è più interessante:

  • In percentuale, se la somma è inferiore a 100 euro. Quindi uno sconto del 10% su un maglione da 50 euro sembra migliore per gli acquirenti che offrire loro uno sconto di 5 euro, anche se lo sconto è lo stesso.
  • In soldi, se la somma è superiore a 100 euro. Le persone erano più propense ad acquistare un computer di 1000 euro se veniva offerto uno sconto in soldi di 200 euro rispetto ad uno sconto del 20%, nonostante lo sconto fosse lo stesso.

Perché la Regola dei 100 funziona così? Berger lo attribuisce a un principio psicologico noto come effetto framing. L’effetto framing in psicologia si riferisce al pregiudizio per cui le persone reagiscono in modo diverso a una particolare decisione a seconda di come viene presentata, o “inquadrata”, enfatizzando gli aspetti positivi (guadagno) o negativi (perdita). Le stesse informazioni, se inquadrate in modo diverso, possono alterare le risposte delle persone.

Uno sconto in percentuale su un prezzo inferiore di 100 euro sembra maggiore, mentre per un prezzo superiore a 100 euro l’acquirente ha bisogno di vedere scendere quel prezzo in soldi per essere maggiormente motivato all’acquisto.

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3) Proteggere il valore percepito.

Non tutti i tipi di prodotti, trattamenti e tipi di clienti rispondono bene agli sconti.

In molti casi, gli sconti possono danneggiare il valore percepito del prodotto e/o del servizio.

In una ricerca condotta sull’acquisto di jeans scontati, i ricercatori hanno scoperto che i consumatori attribuivano un valore maggiore ai jeans quando avevano uno sconto maggiore, ma non è sempre così.

Quando si parla (nel nostro caso di prodotti o trattamenti) di lusso è vero il contrario.

Uno studio ha rilevato che, quando gli articoli di lusso venivano scontati, venivano visti come inferiori perché già fuori stagione o meno popolari, rendendoli meno desiderabili.

L’informazione è chiara: non a tutti i prodotti e/o trattamenti dovrebbe essere concesso uno sconto, e soprattutto in alcuni casi non dovrebbe essere sostanziale.

È sconsigliato applicare sconti a servizi che vanno per la maggioranza come manicure, pedicure, cerette o a massaggi più richiesti di altri.

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4) Sfrutta l’impostazione della scadenza e della scarsità.

Hai mai sentito parlare di FOMO (forse l’avrai provata anche tu)? FOMO deriva dall’inglese “fear of missing out” (paura di rimanere escluso) e si riferisce alla sensazione d’ansia provata da chi teme di essere privato di qualcosa di importante.

Il concetto base di questo principio è che le persone non vogliono perdersi qualcosa di fantastico. Che si tratti di una serata di festa con gli amici o di una promozione scontata che non durerà a lungo, la FOMO è reale.

La FOMO induce le persone ad effettuare l’acquisto prima piuttosto che dopo. Ed è proprio su questo che giocano le tattiche di vendita basate sulla scadenza e la scarsità.

Le vendite con scadenza creano un senso di urgenza. Gli acquirenti sanno che le offerte saranno disponibili solo per un periodo limitato, il che significa che devono agire immediatamente invece di aspettare. In caso contrario, dovranno pagare il prezzo intero in seguito.

Le vendite con scorte limitate o con inventario limitato creano una mentalità di scarsità. Se le persone sanno che qualcosa che stanno guardando sta per esaurirsi, saranno più propense ad acquistarlo prima che sia troppo tardi.

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5) Trai vantaggio dalla dimensione del carattere (non sempre il più grande è migliore).

Secondo una ricerca, le dimensioni del carattere, utilizzato per descrivere le offerte, ha il potere di far sembrare un affare più conveniente o meno agli occhi dei consumatori.

Il prezzo di vendita di base (il prezzo intero) dovrebbe essere indicato con un carattere più piccolo rispetto a quello dello sconto che dovrebbe essere indicato con un carattere più grande.

I ricercatori affermano che un carattere più piccolo di un prezzo di vendita intero, rispetto a quello scontato (che dovrebbe essere più grande), crea nei clienti la sensazione di pagare effettivamente di meno.

Andy Luttrell, psicologo sociale ed esperto anche di psicologia dei prezzi, ha condiviso uno studio in cui dei pattini a rotelle venivano pubblicizzati per 239 dollari e scontati fino a 199 dollari.

Durante il test alcuni partecipanti allo studio hanno visto il carattere di uno sconto leggermente inferiore rispetto all’originale. Altri, l’inverso, hanno visto il carattere di uno sconto leggermente superiore rispetto all’originale.

A quanto pare, coloro che hanno visto il prezzo del carattere dello sconto più grande, rispetto al prezzo originale che era di carattere più piccolo, credevano che i pattini non fossero così costosi. Hanno ammesso che di conseguenza sarebbero più propensi ad acquistarli.

Quindi, prova a ridurre la dimensione del carattere del prezzo di vendita e ad aumentare la dimensione del carattere dello sconto pubblicizzato.

ebook6) Rendi gli sconti facilmente calcolabili.

Se i clienti possano calcolare rapidamente e facilmente gli sconti sono motivati ad agire ed acquistare.

Se decidi di scontare un articolo da 15 euro a 10 euro, ad esempio, le persone potranno facilmente vedere che risparmieranno 5 euro. Se invece, stabilisci il prezzo di un servizio da 14,99 euro a 9,96 euro, il cliente potrebbero non essere in grado di rendersi conto rapidamente che sta ancora ottenendo uno sconto di 5,00 euro e, in questo caso, più di 5 euro di sconto.

Quindi non darti la zappa sui piedi confondendo le persone con problemi di matematica.

Anche se questi sconti trasmettono essenzialmente le stesse informazioni, la percezione che le persone hanno di essi fa la differenza nel determinare se e quanto velocemente ottengono il tuo sconto.

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7) Termina il tuo prezzo scontato in 0,99 euro invece di 0,00 euro.

Questa strategia è valida soprattutto per i prodotti (creme, oli, sieri, ecc.), ma, con uno sconto maggiore, non esclude i servizi (massaggi e trattamenti estetici).

Secondo uno studio, è più probabile che i consumatori acquistino qualcosa con un prezzo che termina con 0,99 euro rispetto a quando termina con 0,00 euro.

Per questa ricerca, gli scienziati hanno fatto sì che tutti i prezzi di un catalogo finissero con 0,00 euro e un altro, con i medesimi prodotti, a 0,99 euro.

Distribuiti i cataloghi, hanno constatato che quelli che contenevano i prezzi che terminavano con 0,99 euro, vendevano di più rispetto ai cataloghi che riportavano le cifre 0,00 euro.

Può sembrare illogico dato che qui stiamo parlando solo di un centesimo ma, psicologicamente parlando, i prezzi sembrano più bassi quando sono leggermente sotto la soglia dello 0,00 euro.

Per quanto riguarda i servizi (massaggi e trattamenti estetici) abbassare il prezzo da 1 a 3 euro, può fare la differenza nell’invogliare l’acquisto. Ad esempio 47 euro anziché 50 euro.

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8) Il potere del “gratuito”.

A riguardo degli sconti, la scienza ha verificato che le persone reagiscono in modo diverso quando gli articoli scendono a un prezzo pari a zero.

Quando un articolo da 1 euro diventa 0 euro, a differenza di qualcosa che vale 2 euro che scende a 1 euro, le persone hanno la sensazione di ottenere un accordo migliore con il “gratis“, anche se lo sconto è lo stesso di 1 euro.

Lo stesso può accadere per il tuo studio quando usi la parola “gratuito” Ma attenzione!! La parola “gratuito” va utilizzato con logica e deve avere sempre un fine all’acquisizione dei servizi. Ad esempio, hai da poco frequentato un corso di pancia piatta e vuoi pubblicizzarlo. L’offerta giusta sarebbe: “Primo massaggio di “pancia piatta” gratuito se, dopo il massaggio e vista la differenza (e devo dire che c’è) decidi di acquistare un pacchetto di 5 o 10 massaggi.

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9) Pubblica gli sconti sui social in maniera mirata.

Creare con impegno degli sconti per poi pubblicarli senza aver fatto una scelta mirata e quasi inutile.

Esempio, se stai leggendo questo post è perché:

  • Sei iscritto alle newsletter di Massaggi e Consigli.
  • Segui il blog su Facebook o Instagram.
  • Semplicemente sei iscritto ad uno o più dei diversi gruppi di massaggi o estetica su Facebook.

Ogni post che scrivo è pubblicato, appunto, anche sui diversi gruppi di massaggi o estetica su Facebook proprio perché voglio che sia tu a leggerlo. Tu che sei un mio collega. I miei post sono creati proprio per te che sei un massaggiatore e/o un estetista.

Eppure, su questi gruppi vedo spessissimo pubblicità di promozioni su massaggi o trattamenti estetici.

Praticamente numerosi massaggiatori e/o estetiste condividono la promozione con centinaia di colleghi, tra l’altro sparsi in tutta Italia.

La domanda mi sorge spontanea: “Ma davvero pensi che da Napoli potrei mai venire a Firenze per un massaggio? O a Siracusa per un trattamento viso?”. Anche se fossimo della stessa città, secondo te non ho un collega massaggiatore o estetista di cui mi fido, rispetto a te che non conosco?

La semina, sconti o non sconti, deve essere mirata per sperare di raccogliere qualche frutto.

Esempio:

  • Vuoi pubblicizzare un massaggio sportivo? Cerca su Facebook gruppi di persone, ovviamente della tua città, che fanno sport. Iscriviti e condividi il tuo annuncio.
  • Vuoi pubblicizzare un massaggio pre/post natale? Cerca su Facebook gruppi di mamme, sempre della tua città, che sono in dolce attesa e condividi il tuo annuncio.
  • Vuoi pubblicizzare un massaggio a mani e braccia per pianisti? Cerca su Facebook gruppi di persone, sempre della tua città, che suonano il pianoforte o altri strumenti.

Insomma, più l’annuncio arriva alla nicchia che ti occorre e più possibilità hai di trovare clienti.

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10) Premia i clienti fedeli.

Spesso si è cosi affannati a trovare nuovi clienti, che si trascurano quelli fedeli, dando per scontato che ci seguiranno sempre, ma non è così.

Un cliente fedele che legge una promozione che non è per lei/lui ci resta, giustamente, male.

Uno studio dimostra che il 76% dei clienti fedeli vuole offerte personalizzate basate sulla loro storia d’acquisto.

Perciò, offrire premi sulla base degli acquisti precedenti dei tuoi clienti fedeli, è un ottimo modo di personalizzare le offerte.

Inoltre, puoi offrire loro un bonus per ogni nuovo cliente che ti porteranno. Potresti, ad esempio scrivere un messaggio ad una cliente che te ne porta un’altra come di seguito: “”Grazie per averci segnalato alla tua amica Francesca! Siamo così felici che tu abbia pensato a noi e vogliamo che tu sappia che anche noi pensiamo a te. Ecco uno sconto di 10 euro sul tuo prossimo trattamento”.

Puoi anche premiare i tuoi clienti fedeli con il “valore aggiunto” piuttosto che con degli sconti. Ad esempio:

  • Ad un massaggio corpo puoi offrire in omaggio un peeling.
  • Ad una ceretta corpo puoi offrire in omaggio una cera alle ascelle.
  • E così via.

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11) Motiva gli sconti.

Fornire un motivo agli sconti, camuffa l’esigenza di ricercare nuovi clienti.

Ad esempio:

  • Natale. Alcune aziende si preparano tutto l’anno proprio per Natale in quanto la gente, per molti anche merito della tredicesima, è più propensa a spendere.
  • Festa della mamma.
  • Festa del papà.
  • San Valentino.
  • Sconto compleanno di un cliente.
  • Arrivo dell’estate.
  • Arrivo dell’inverno.
  • Anniversario dello studio.
  • Evento locale.
  • Ecc.

12) Tieni traccia degli sconti.

Una volta che hai deciso la tua strategia promozionale, è il momento di pensare a come tenere traccia di chi approfitta dei tuoi sconti e quando e come influiscono sui tuoi profitti. L’analisi è una parte fondamentale dell’evoluzione del piano di gioco delle promozioni. Forse i tuoi coupon di San Valentino non hanno fruttato molto, ma i tuoi sconti per il rientro dell’estate hanno funzionato come per magia. O forse il tuo sconto del 20% in realtà non genera le stesse entrate dello sconto del 15%. Conoscere il rendimento dei coupon e degli sconti a livello granulare ti aiuterà a determinare dove puntare per le promozioni future per creare un approccio più mirato e assicurarti che la tua strategia promozionale sia redditizia.

Prendi nota:

  • A quali servizi o prodotti hai applicato lo sconto.
  • Degli sconti totali utilizzati.
  • Della percentuale applicata.
  • Entrate ottenute da ordini a cui è stato applicato uno sconto.
  • Agli sconti sono stati associati altri acquisti?

Confronta questi dati con successivi sconti per comprendere quali promozioni funzionano di più.

Calcolare lo sconto

Se non si è prudenti con gli sconti si rischia di lavorare gratis o peggio.

Semplificando, prima di calcolare gli sconti, calcola:

  • I tuoi costi fissi quali energia elettrica, acqua, affitto, prodotti, commercialista, stipendi se hai del personale ecc.
  • Quanto deve essere il tuo stipendio minimo?
  • Quindi, quanti soldi devono entrare in un mese e quanti ne entrano già?

Hai la possibilità di fare degli sconti? Cosa succederebbe, economicamente, se tutto il mese avessi solo clienti con prezzi scontati?

Ricorda che il margine di profitto che perdi con lo sconto dovrà comunque essere recuperato con opportunità future, quindi dovrai vendere di più per recuperare le entrate perse. Ad esempio, se hai un margine del 30% e offri uno sconto del 10%, devi vendere il 50% in più di attività per ottenere gli stessi profitti.

Per calcolare lo sconto si deve moltiplicare il valore della percentuale di sconto per il prezzo totale e dividere il risultato per 100. Con questo calcolo si ottiene l’importo corrispondente allo sconto. Per avere il prezzo scontato basta sottrarre l’importo dal prezzo totale.

Qui puoi calcolare lo sconto prezzo per più valori percentuali.

Gli sconti non sono un metodo nuovo per attirare clienti, ma se non utilizzati con criterio ed in maniera efficiente possono nuocere il bilancio finale e screditare il proprio operato.

La soluzione consiste nel trovare l’equilibrio tra quando e quanto spesso usarli.

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